Eccoci al 3° episodio della serie “Un’occidentale che danza l’Oriente”. Entriamo nella vita di danzatrice, insegnante e coreografa di Ailema, con i suoi racconti personali, alla scoperta della Danza, di questo mondo così affascinante e questa cultura, in un susseguirsi di aneddoti e curiosità.
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Buona lettura!
“QUELLA CENA ARABA. La sera da cui tutto iniziò”
La organizzò la mia Maestra di quegli anni in un locale a Genova gestito da un coppia Egiziana. A fine serata tutte noi ci alzammo e ballammo… da quel momento i gestori iniziarono a insistere per giorni, anche attraverso la mia insegnante, affinché io danzassi regolarmente nel loro locale in serate a tema arabo.
Alla fine accettai, anche se reticente: forse non sembrava, però io ero già entrata negli “anta” e avevo due bambini. Ma fu proprio mia figlia la più efficace spettatrice della mia prima esibizione: a conclusione si strinse forte alle mie gambe e mi disse “Brava mamma!”. Fu indimenticabile.
Da quella volta quasi tutti i sabati il locale si riempiva, soprattutto di donne che iniziarono poi a chiedermi di insegnare loro qualche passo. Scoprii così quanto fosse bello e naturale per me passare le mie conoscenze tanto che rapidamente implementai i miei studi professionali e un bel giorno decisi di propormi ad una delle più importanti scuole di Danza in città. Fui subito ingaggiata! Ricordo ancora l’ emozione immensa di varcare il camerino insegnanti: un sogno.
con il M.o Amir Thaleb all’uscita dei nostri corsi al Teatro dell’Opera di Genova
Fu poi un susseguirsi di aperture di corsi col mio nome, da levante a ponente, passando anche per luoghi rinomatissimi come il Teatro Carlo Felice, o presso istituzioni prima impensabili come il centro Preti Maristi, o ancora nella bella scuola di Luca Bizzarri dopo un divertente ed interessante colloquio proprio con lui.
Tenevo corsi tutti i giorni e tutto il giorno, organizzavo saggi di fine anno, ma soprattutto spettacoli veri e propri creati da me con le mie allieve e spesso in collaborazione con bravissimi musicisti dal vivo. Iniziai ad organizzare workshop musicali e di fusioni arricchenti con altre danze.
La Danza d’Oriente divenne a Genova un grande fermento.
I giornali ne parlavano spesso. Una uscita per tutte? La più divertente: “ Danza del ventre sulla piazza: il prete si oppone!”. E io volli andare a parlargli! Gli spiegai come io amavo portare e proporre questa Danza, dall’abito, alle movenze, ai contenuti, nel rispetto di tutti e tutto, incluse le sue origini. Risultato: l’esibizione si fece… e lui fu il primo spettatore!
Spesso venivo chiamata anche in altre scuole in Italia e in Europa, e nei più importanti festival di Danze d’Oriente. Confesso che l’insegnamento mi affascinava molto più che esibirmi: la mia vera soddisfazione era vedere i risultati sulle allieve! Un po’ come fa una mamma con i figli: brilla di loro, non di se’. Ricordo ancora una delle emozioni più belle in uno stage che tenni ad un festival fuori Genova: tutte quelle allieve, che non avevo mai incontrato prima, emozionate e commosse a fine lezione. Il cuore non mente e lo si riconosce.
E i miei studi? Si erano fermati? Ma neanche per idea! Come accennavo accadde che andai “dall’altra parte del mondo”! Eh si, avete intuito: in l’Argentina! Per studiare Tango? No, Danza Arabe! Era la fine del 2002 e casualmente appresi di un Maestro di Buenos Aires di origini libanesi, artefice di un livello di danza elevatissimo, in Argentina e non solo. Ideatore di un suo metodo e mentore delle più grandi danzatrici. Non riuscii a resistere a lungo, trovai un conveniente biglietto aereo e “atterrai” direttamente nella sua bellissima e grandissima scuola: lui era Amir Thaleb e stava per nascere un’amicizia e una determinante collaborazione.
Ailema