Eccoci al 4° episodio della serie “Un’occidentale che danza l’Oriente”. attraverso il quale entriamo nella vita di danzatrice, insegnante e coreografa di Ailema, con i suoi racconti personali, alla scoperta della Danza, di questo mondo così affascinante e questa cultura, in un susseguirsi di aneddoti e curiosità.

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Buona lettura!

“ SCOPERTE SU SCOPERTE da Genova alle Americhe e ritorno ”

Era il 2003. “Atterrai”, come dissi, letteralmente nella Scuola del Maestro Amir Thaleb a Buenos Aires, diretta, senza preavviso, senza appuntamento. Ricordo che lui poi mi guardò stupito e disse:” ma sei folle … e se non ci fossi stato?!”. Ma c’era!

Entrando in reception chiesi di lui a quella che poi capii essere sua sorella. Mi disse: “Certo, vada pure a vedere dal vetro se vuole, sta facendo lezione.“. Ci rimasi appiccicata a quel vetro! Letteralmente incantata dal livello e dal metodo, ed emozionata nel vederlo dal vivo mentre insegnava. Studiai in quella scuola giorni e giorni e fui molto gentilmente invitata ai suoi spettacoli di quel periodo: fu magia.

Un aneddoto? Conoscete il mate? E’ quella sorta di tisana che gli argentini hanno sempre e che si passano tranquillamente fra loro, la cui cannuccia (bombilla) ricorda quasi il calumet della pace. Bene, Amir lo sorseggiava nel suo ufficio mentre parlavamo delle mie idee e iniziative con lui per l’italia, della mia intenzione e desiderio di far crescere il livello nel mio Paese attraverso lui ( cosa peraltro riuscita poi in pieno), del vero motivo per cui ero li’ insomma… Sorseggiava ma non me ne offrì! Pensai fosse strano per un Argentino. Anni dopo, diventati ormai molto amici, trovai il coraggio di chiedergli il perché di quell’ inconsueto fatto, conoscendo bene gli argentini; lui mi confessò che lo imbarazzava condividere la ‘cannuccia” del mate con una persona non Argentina: temeva che non potessi capire questa abitudine tanto, troppo confidenziale del suo Paese. Capivo sempre più che Amir era anche questo: intelligenza, educazione, profondità estrema… niente di banale, un autentico Maestro.

Dal quel mitico viaggio studio in poi, forte del mio impegno di diffusione in tantissime scuole di Danza di Genova, da levante a ponente, da Nervi ad Arenzano, dei miei interventi nei più importanti festival in tutta Italia e soprattutto della valida organizzazione del mio team, nacquero novità senza precedenti a Genova.

Come esponenti Italiane di spicco, da nord a sud, eravamo pochissime, ci si contava sulle dita di una mano. Ma di lì a poco molto sarebbe cambiato, molte altre ne sarebbero nate,  e ahimè, spesso non senza penalizzare la qualità. Rischio inevitabile.

Ma il mio, il nostro, processo divulgativo e di esposizione si perpetrava scegliendo e promuovendo solo grandi palchi. Dai grandi teatri all’aperto a quelli classici, dalle rassegne culturali a quelle letterarie. Questa Danza e tutto il suo mondo tanto ricco e variegato, quanto sconosciuto, lo meritavano, più di ogni altra.

Nacque l’Ailema Ensemble , costituito dalle mie allieve di maggior spicco, con cui si danzava in teatri, palazzi e situazioni di maggior prestigio. Tutti i media, dalla stampa alla TV, parlavano di noi e della Danza del Ventre come nuovo fenomeno fra le donne italiane.

Si salpava, e letteralmente… ma questo lo scoprirete nella prossima puntata di questo blog!

Ailema