Eccoci al 5° ed ultimo episodio della serie “Un’occidentale che danza l’Oriente”. attraverso il quale siamo entrate nella vita di danzatrice, insegnante e coreografa di Ailema, con i suoi racconti personali, alla scoperta della Danza, di questo mondo così affascinante e questa cultura, in un susseguirsi di aneddoti e curiosità.
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Buona lettura!
“ SI SALPA! Dal primo Festival d’Oriente alle origini del mio nome ”
Genova divenne in breve “succursale” dell’ Arabian Dance School di Amir, attraverso cui il maestro diplomava le migliori allieve ed insieme portammo insegnamenti, non solo in città, ma anche in importanti stage e festivals altrove in Italia.
Era il periodo in cui divenni Giudice di Gara riconosciuto Fids/Coni, e fu nel 2008 che decisi di proporre in Regione un Festival di Danza del Ventre “Danza con Genova in Oriente”, primo e unico Festival nel suo genere! Si sviluppava fra prestigiosi edifici, quali Palazzo Rosso, Palazzo Ducale ed il Teatro dell’opera Carlo Felice, dove insegnavo oramai da anni ed in cui si tennero tutti i workshop di quell’evento. Durava un’intera settimana ed ospitava, non più solo il Maestro Amir Thaleb, ma anche il suo team di insegnanti e musicisti, tutti arrivati da Buenos Aires per noi. Un’ esperienza unica e meravigliosa che sigillò collaborazioni anche nella stessa Argentina, perpetrando scambi reciproci, fino ad organizzare attraverso la mia scuola un viaggio studio dall’Italia, proprio nel tempio della Danza di Amir a Buenos Aires: indimenticabile.
Nel frattempo nelle migliori librerie usciva il libro scritto da Amir, “La millenaria danza del Ventre”, da me tradotto e curato per l’edizione italiana di Ananke, che presentammo insieme alla Feltrinelli e alla Biblioteca Berio. Altra immensa soddisfazione: mi commuove tutt’ora pensare che già allora si lasciò una prestigiosa traccia, nero su bianco, di quanto ho potuto fare per questa splendida danza e di quanto lei ha fatto per me, per noi tutte; grata sempre alla vita per onori (e oneri) che ha deciso e scelto di affidare a me!
… Salpare si era già salpati! Letteralmente, come dissi nel capitolo precedente, e nei miei precedenti anni di carriera si erano mossi mari e monti, anzi… più mari che monti. Avevo già attivato la mia iniziativa per partorienti “Danza NEL Ventre” presso ospedali e centri specialistici e quanto a libri non era quello di Amir il primo che presentai.
Gia molto tempo prima accadde che un giorno decisi di andare a cercare di persona Kassim Bayatly, autore de “Il corpo svelato”, in una nota caffetteria di Firenze che sapevo frequentasse, e gli chiesi di presentare assieme il suo libro in FNAC! Un po’ sorpreso e lusingato mi fece ripetere più volte il mio nome d’arte confondendolo con “Alima” in arabo “saggia e sapiente”. Scelsi quindi, fra un caffe e l’altro, di raccontargli il perché del mio nome d’arte “Ailema”, una storia che partiva decenni prima da Londra e sfocio’ su una nave diretta a Tunisi. Ora la raccontero’ anche a voi che mi state leggendo.
Erano gli anni 80 e a Londra, dove vivevo d‘estate, incontrai un giovane egiziano appena arrivato dal Cairo. Alle presentazioni non capiva bene il mio nome “Amelia” mi chiese quindi di scriverlo e lo lesse all’araba: AILEMA. Mi colpi e mi piacque molto, ma al momento restò lì, in Trafalgar Square.
Quasi 20 anni dopo, ai miei esordi, danzai ad un evento con sponsor Grimaldi Lines e in prima fila c’era proprio lui, il presidente in persona. A fine spettacolo la sua assistente mi chiese se avessi gradito danzare sulle loro mini crociere Genova-Tunisi…Non riuscì a crederci! Accettai, ma chiesi la possibilità di fare lezione di danza in navigazione! Era già allora la mia prerogativa e desiderio.
In realtà poi questa non resto l’unica esperienza ”in mare”: ebbi un contratto anche con la Royal Caribbean Cruise per una crociera “danzante” Grecia-Turchia; ricordo ancora la sera di quel lungo colloquio telefonico tutto in inglese ed io incredula: mi sembrava tutto un sogno. Ma fu la collaborazione con Grimaldi quella che poi continuò, per mia scelta perché più vicina e comoda per impegni e famiglia, e fu bellissima! All punto che un anno organizzai anche un gran gala a bordo della nave ormeggiata, con esibizioni mie, delle mie allieve e del mio maestro: la nave e l’intera crew erano solo per noi, con la RAI presente… e gli occhi lucidi di mio padre tutta la sera addosso.
Ma all’ inizio ci fu un “ma”! Quella primissima volta in scena, al momento di annunciarmi il conduttore rifiutava di chiamarmi Amelia ed io mi rifiutavo di accettare nomi come Jasmine o similari! Alla fine mi ricordai di quel ragazzo egiziano di tanti tanti anni prima a Londra, di come lesse il mio vero nome.. e dissi: “Mi annunci come Ailema! Almeno questo resta comunque il mio nome.” e così restò per molti anni e tutt’oggi.
A volte i cerchi si aprono a tua insaputa si chiudono, mostrandoti il loro senso… se ti impegni a sentire.
Buona danza sempre,
Ailema