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IL MELAYA è il
manto con cui si copre la donna mussulmana. La leggenda narra di una
giovane donna egiziana nota con il nome di Melaya, che mal sopportava le
regole imposte alla donna da società e religione. Ella si' usava il manto
come tutte le altre, ma molto maliziosamente e come gioco di seduzione.
E' una popolana, impertinente, ma graziosa e simpatica,
allegra, che sfida le leggi, divertendosi con il gioco della
provocazione.
Ne nasce un tipo di ballo molto noto in Egitto nell'ambito della danza
orientale, particolarmente indicato però a chi riesce ad interpretare
appieno le sfumature e le espressività del personaggio da cui sorge.

Il vestito per il Malaya
è una sorta di chemisier o tunica abbastanza aderente, a mezza
lunghezza, monili a polsi e caviglia (segno questo ultimo di donna già
impegnata sentimentalmente) e
un foulard decorato come copricapo.
La musica è
agile e allegra, spesso con parole che narrano del personaggio stesso,
Bent al Balad (figlia del popolo).
...dalla spiegazione del
Maestro Amir Thaleb

V E L O
dico...
Hijab, un tipo di velo usato comunemente per coprire il capo, e fermato
sotto il mento o legato dietro il collo, deriva dalla parola araba "Hajaba"
che significa nascondere; un po' come da noi in riferimento ai termini
"velo - velare", ed ha la stessa radice di "Haya" che
significa però,
oltre a tenda o cortina, anche pudore!!

Sembra
quindi indicare qualcosa che nasconda, ma che protegga, che preservi,
che in
qualche modo...tuteli...
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